Questo messaggio è parte di una discussione che ho avuto con un frequentatore di un altro mio blog che ho ritenuto interessate riproporre in altra sede, quindi per approfondimenti vi rimando a http://ossessionicompulsioni.blogspot.com/2008/11/e-fu-cos-che-oggi-entrammo-ed.html
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Non mi hai affatto offeso.
Quello che tu dici è interessante, anche se complesso, per quanto attinente però, il mio scritto non si proponeva un'analisi di questo genere, non era nei miei scopi approfondire questa tematica. Quello che tu dici è giusto, ma non risolutivo. La tua è un'ottima analisi, come è ottima quella di Fanon, però è limitante, poichè non offre molte vie d'uscita. Riguardo una vittima i punti di vista sulle sue possibilità di riscatto o meno, sono numerosi, d'altra parte si deve pur cominciare in qualche modo. Non esiste nulla di obiettivo a questo mondo, è vero, però per necessità si deve definire qualcosa come "obiettivo". I diritti alla felicità, alla salute e all'istruzione, al lavoro, sono tra questi elementi. Le diversità sono sempre fittizie in realtà, quindi il tuo discorso, come quello di chiunque cadrebbe di fronte ad una mancata evidenza delle differenze. Ma assume validità nel momento in cui ammettiamo delle differenze, che a mio parere sono comunque un'ottima cosa, anzi, sono il motore principale dell'evoluzione culturale. Sappiamo che i neri oggi rispetto a "ieri" godono degli stessi diritti dei bianchi. Nel passato non era così, e il livello di abuso era altissimo. Ritornando ad oggi, dopo mandela, un presidente nero in un paese di neri, non si era mai avuta una simbolica accettazione del nero nella società dei bianchi. Cioè i bianchi erano coloro che comandavano, il presidente dei bianchi era un bianco. Ma pochi giorni fa, questa situazione è stata ribaltata, e in particolare i bianchi (non dimentichiamo che in america del nord ci sono moltissime persone di colore) hanno scelto un nero a capo della loro nazione. Ma la cosa principale è che non lo hanno scelto in quanto nero, ma in quanto affidabile nelle sue promesse. Cioè la differenza di colore, che sappiamo benissimo non è indicativa di nulla, se non di origini genetiche più recentemente diverse, rispetto al bianco di turno (ricordo che siamo tutti figli di un' "eva nera"), cade come criterio di valutazione di un essere umano in quanto tale, quindi le differenze si spostano nella qualità umana dell'individuo, e non nel colore della sua pelle, o nell'origine della sua cultura. Questo è un salto epocale per i tempi di cui siamo figli, ed è un riscatto per tutti gli emarginati, anche di pelle bianca, poichè essi stessi sono discriminati non per il valore in quanto essere umani, ma per il valore dei loro possessi.
E' un periodo di forte evidenza storica, e le possibilità intellettuali sono innumerevoli, quindi è possibile sviluppare ogni punto del mio scritto in ulteriori discorsi, ma questo esula dal mio attuale scopo.
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